L’accordo tra CoReVe e Università IULM punta a formare i comunicatori della sostenibilità attraverso borse di studio, percorsi didattici, visite agli impianti del riciclo e iniziative dedicate all’economia circolare e all’Agenda 2030

La sostenibilità non passa soltanto dalle tecnologie o dalle politiche ambientali, ma anche dalla capacità di raccontarla in modo corretto, coinvolgente e fondato sui dati. È da questa convinzione che nasce l’Accordo Quadro per la sostenibilità firmato da CoReVe – il Consorzio Recupero Vetro – e dall’Università IULM, un’intesa che punta a creare un ponte tra il mondo accademico e quello dell’economia circolare per formare le nuove generazioni di comunicatori ambientali.
Presentato presso la Sala dei 146 dell’Università IULM, l’accordo rappresenta un progetto di lungo periodo ispirato agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e mira a integrare stabilmente i temi del recupero delle risorse, del riciclo del vetro e della sostenibilità ambientale nei percorsi universitari. L’obiettivo è duplice: rafforzare la consapevolezza degli studenti sui temi ambientali e offrire loro strumenti concreti per raccontare con competenza la transizione ecologica.
Due borse di studio per valorizzare talento e creatività
Tra le prime iniziative previste dall’accordo figurano due borse di studio da 5.000 euro ciascuna, dedicate a percorsi formativi differenti ma accomunati dall’obiettivo di promuovere una comunicazione efficace della sostenibilità.
La prima, “CoReVe – New Journalism”, è destinata agli studenti del Master in Giornalismo dell’Università IULM e premierà il miglior articolo, reportage, podcast o servizio audiovisivo capace di raccontare, partendo dai dati annuali diffusi da CoReVe, il valore del recupero e del riciclo del vetro in Italia e in Europa.
La seconda, “CoReVe – StorytellinGZ”, è rivolta agli studenti del secondo anno della Laurea Triennale in Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche. Il concorso premierà le migliori campagne digitali e social dedicate al riciclo del vetro, sviluppate con linguaggi e format vicini alla Generazione Z.
Le iniziative sono pensate per favorire un approccio multidisciplinare alla comunicazione ambientale, premiando sia il rigore giornalistico sia la capacità di coinvolgere il pubblico attraverso i nuovi linguaggi digitali.
Dalle aule agli impianti: il “viaggio della bottiglia”
La collaborazione non si limiterà alle attività didattiche tradizionali. Nei prossimi anni accademici gli studenti avranno infatti l’opportunità di partecipare a lezioni dedicate alla filiera del vetro e di visitare direttamente gli impianti di raccolta, selezione, trattamento e produzione attraverso un percorso esperienziale definito “viaggio della bottiglia”. L’iniziativa consentirà di osservare da vicino tutte le fasi del riciclo del vetro, offrendo agli studenti una conoscenza concreta dei processi industriali che rendono possibile l’economia circolare.
Una giuria che unisce università, imprese e mondo dell’informazione
A valutare i progetti saranno due commissioni composte da rappresentanti del mondo accademico, del giornalismo, della comunicazione, dell’industria del riciclo e della divulgazione ambientale.
Per il bando New Journalism la giuria sarà composta da Franco Bonesso (ANCI-CONAI), Daniele Manca (Master in Giornalismo Università IULM), Gianni Scotti (CoReVe), la professoressa Federica Ricceri (Università IULM) e Ottavia Belli, Formatrice Ambientale e LinkedIn Top Voices Ambiente.
Per StorytellinGZ parteciperanno Silvia Borsari (Agenzia Community), la professoressa Silvia Ravazzani (Università IULM), Elena Ferrari (CoReVe), la professoressa Federica Ricceri e Duccio Travaglini, Eco-founder di Greencome Media.
Una composizione che riflette la volontà di mettere in dialogo competenze diverse per valutare progetti capaci di coniugare qualità, creatività e impatto comunicativo.
Scotti: “Servono nuove narrazioni per coinvolgere le giovani generazioni”
Secondo Gianni Scotti, Presidente di CoReVe, la sfida della sostenibilità non può essere affrontata soltanto attraverso numeri e risultati ambientali. “I dati sul riciclo del vetro nel 2025 ci offrono una fotografia aggiornata delle performance della filiera e del contributo del materiale vetro agli obiettivi nazionali di economia circolare. Ma ci dicono anche che la sostenibilità ha bisogno di competenze, linguaggi e narrazioni capaci di coinvolgere le nuove generazioni. Attraverso questa collaborazione con l’Università IULM, vogliamo contribuire a formare professionisti in grado di trasformare i dati ambientali in conoscenza, partecipazione e consapevolezza“.
Maione: “La comunicazione è un’infrastruttura della sostenibilità”
Anche Giorgio Maione, Assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia, sottolinea il ruolo strategico dell’informazione nella transizione ecologica. “La comunicazione di qualità è parte integrante di un’infrastruttura della sostenibilità, perché senza un racconto serio, basato sui dati e non su slogan, anche le migliori politiche rischiano di non essere comprese o condivise. Affidare questo compito a giovani, giornalisti e creativi digitali significa investire su competenze nuove. Il futuro della sostenibilità passa da qui, da un’alleanza stabile tra istituzioni, consorzi, mondo scientifico, università e il mondo dell’informazione“.

Milano punta sui giovani per accelerare la transizione ecologica
Per Elena Grandi, Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, la collaborazione rappresenta un esempio concreto di come istituzioni, imprese e università possano lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. L’assessora ricorda come la transizione ecologica sia anche una scelta economicamente vantaggiosa e sottolinea il ruolo svolto dal Climate City Contract sviluppato dal Comune di Milano. Evidenzia inoltre i risultati raggiunti dalla città, che registra una raccolta differenziata tra il 63% e il 64%, senza però nascondere le sfide ancora aperte, come la gestione dei rifiuti nelle aree della movida.
“Il vetro è una materia preziosa e infinitamente rigenerabile; questa collaborazione con l’Università IULM è una sinergia quanto mai necessaria perché mette nelle mani dei ragazzi il futuro del Paese, preparandoli a diventare i narratori consapevoli di un cambiamento non più rimandabile“.
IULM: sostenibilità come dimensione trasversale della formazione
Per la professoressa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università IULM, il valore dell’accordo risiede soprattutto nella possibilità di mettere gli studenti a contatto con esperienze reali.
“La sostenibilità è una sfida complessa, richiede competenze, collaborazione e la capacità di costruire connessioni tra mondi diversi. Per questo consideriamo strategiche partnership come quella con CoReVe, poiché consentono alle nostre studentesse e ai nostri studenti di confrontarsi con esperienze concrete e con le sfide reali della transizione sostenibile. In IULM la sostenibilità è una dimensione trasversale che orienta la formazione, la ricerca, il dialogo con le imprese e le istituzioni e il rapporto con il territorio, nella convinzione che solo attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze sia possibile generare un impatto positivo e duraturo per la società“.
Una collaborazione che guarda al futuro
L’accordo tra CoReVe e Università IULM va oltre la semplice collaborazione tra un consorzio e un ateneo. Attraverso formazione, esperienze sul campo, borse di studio e attività dedicate, il progetto punta infatti a creare una nuova generazione di professionisti capaci di raccontare la sostenibilità con competenza, responsabilità e creatività. In un contesto in cui la transizione ecologica richiede sempre più conoscenze interdisciplinari e una comunicazione affidabile, iniziative come questa mostrano come il dialogo tra università, istituzioni e imprese possa trasformarsi in uno strumento concreto per diffondere la cultura dell’economia circolare e promuovere una maggiore consapevolezza ambientale.

