Oltre le scadenze fiscali: come una corretta pianificazione di IVA e contributi può migliorare la liquidità, prevenire imprevisti e rafforzare la stabilità finanziaria dell’impresa. Il parere dell’esperta Sara Guarnacci
Quando si parla di fiscalità il pensiero corre immediatamente a scadenze, adempimenti e obblighi da rispettare. Ma c’è anche un altro modo, più strategico e lungimirante, di affrontare il tema: considerare la gestione di IVA e contributi non come un peso, ma come un’occasione concreta per rafforzare la salute finanziaria dell’impresa. Un’opportunità per governare i flussi di cassa in modo consapevole, migliorare la liquidità e fare scelte più serene per il futuro.
Con l’avvicinarsi del 16 maggio, una delle date più importanti per i versamenti fiscali, è il momento giusto per fermarsi a riflettere su quanto una pianificazione accurata – anche solo di pochi giorni o settimane – possa fare la differenza nella gestione del cash flow. In un contesto economico in cui la sostenibilità finanziaria è diventata un elemento cruciale per ogni tipo di impresa, dedicare attenzione alla programmazione fiscale è un gesto di responsabilità, ma anche una leva concreta di crescita.
Ne abbiamo parlato con Sara Guarnacci, esperta imprenditrice e consulente del lavoro che opera dal suo studio a Latina.
Quando pianificare conviene
Gestire i flussi finanziari in modo strategico significa prima di tutto saper leggere e anticipare entrate e uscite. Di conseguenza questo contesto, IVA e contributi INPS non sono semplici adempimenti burocratici, ma passaggi cruciali che meritano attenzione, visione e metodo.
Pensiamo al versamento dell’IVA: una scadenza che per molte imprese rappresenta una delle uscite più significative. Se non prevista con sufficiente anticipo, può mettere a dura prova la liquidità aziendale. Lo stesso vale per i contributi INPS: trascurare il calendario può portare non solo a sanzioni, ma anche a squilibri nella gestione ordinaria.
La pianificazione, in questo scenario, assume un ruolo chiave: significa non subire gli eventi ma gestirli in modo proattivo, avere il controllo sui flussi di cassa e costruire un’organizzazione finanziaria più stabile. Un’impresa che pianifica sa quando aspettarsi le uscite più impegnative, come ripartire gli incassi in modo funzionale, quali pagamenti posticipare senza conseguenze e quando, invece, è il caso di affrontarli subito.
Non si tratta solo di programmare per tempo i versamenti. Significa anche interpretare correttamente le dinamiche interne ed esterne all’azienda: capire quando un cliente ritarda nei pagamenti, valutare l’impatto di un investimento imminente, integrare nel calendario finanziario anche elementi stagionali e ciclici. Un’attività, quindi, che richiede consapevolezza e attenzione, ma che può realmente fare la differenza sul piano operativo.
Inoltre, oggi esistono strumenti digitali capaci di affiancare l’impresa in questo tipo di analisi: software di gestione del cash flow, piattaforme di contabilità evolute, reportistica automatica. Tutti strumenti che permettono di avere una visione chiara e costante dei movimenti finanziari e di simulare scenari futuri. Così facendo, il rischio di imprevisti si riduce sensibilmente e aumenta la capacità dell’impresa di affrontare anche i momenti più delicati con lucidità.
In conclusione, possiamo affermare che pianificare non significa essere rigidi, ma preparati. Significa avere un piano, ma anche la flessibilità per adattarlo se le condizioni cambiano. È un processo continuo, che richiede monitoraggio, aggiornamento e, soprattutto, una mentalità aperta alla gestione consapevole. Chi impara a vedere IVA e contributi non come “ostacoli” ma come variabili da inserire in un piano più ampio, costruisce le basi per un’impresa più solida e reattiva.
Un alleato strategico: il valore di uno studio di consulenza
Pianificare in modo efficace, però, richiede competenze tecniche, tempo dedicato e una conoscenza profonda delle dinamiche fiscali e aziendali. Non sempre l’imprenditore o il responsabile amministrativo interno può occuparsene da solo, ed è qui che entra in gioco il valore di un consulente. Avere accanto uno studio di consulenza esperto può fare la differenza, perché significa contare su un alleato strategico capace di trasformare un obbligo in un’opportunità. È quanto è accaduto ad un’azienda nel settore metalmeccanico della Provincia di Latina, che si è avvalsa di Sara Guarnacci, consulente del lavoro e imprenditrice con una solida esperienza nel supporto alle imprese nei processi di gestione organizzativa, digitalizzazione e innovazione.
Sara Guarnacci lavora accanto alle imprese proprio con questo approccio: affianca le aziende nell’adozione di strumenti digitali per l’efficienza documentale e contabile, curando anche l’ottimizzazione dei processi operativi e l’integrazione di soluzioni in cloud: non si limita quindi a gestire le scadenze, ma accompagna l’azienda nella costruzione di una strategia finanziaria su misura. Un lavoro che parte sempre dall’ascolto e dall’analisi del contesto, perché ogni impresa ha una sua struttura, una sua storia e una specifica modalità di operare. Non esistono soluzioni preconfezionate, ma percorsi costruiti insieme, passo dopo passo.
C’è poi una grande differenza tra un’impresa di servizi e una PMI che lavora su commesse stagionali, tra una start-up e una realtà strutturata. Ecco perché serve uno sguardo su misura, capace di unire competenze tecniche e ascolto attivo. Solo chi conosce davvero il tessuto operativo dell’azienda può offrire indicazioni utili e proporre soluzioni realistiche.
Un buon consulente, infatti, non solo aiuta a rispettare i termini di legge, ma individua anche le migliori modalità di gestione dei versamenti, suggerisce eventuali rateizzazioni, segnala possibilità di compensazione tra imposte diverse, supporta nella gestione dei crediti fiscali e tiene traccia dei cambiamenti normativi che possono influenzare la pianificazione. È una guida affidabile che consente all’imprenditore di muoversi con maggiore sicurezza in un contesto spesso complesso e soggetto a continui aggiornamenti.
Questo tipo di accompagnamento strategico permette anche di evitare errori che, se non individuati in tempo, possono avere conseguenze gravi: sanzioni, blocchi operativi, perdita di opportunità. Una consulenza efficace, invece, consente di intervenire prima che i problemi emergano, ottimizzando i tempi, le risorse e le energie dell’intera organizzazione.
Ma non si tratta solo di numeri. Il rapporto con lo studio di consulenza diventa anche un momento di confronto, uno spazio per la riflessione strategica, una fonte di aggiornamento continuo. Il consulente traduce le novità legislative in azioni concrete, spiega l’impatto delle scelte fiscali sulle decisioni aziendali, accompagna l’impresa nel dialogo con l’Agenzia delle Entrate. In questo modo, il legame tra fiscalità e pianificazione diventa più diretto, più chiaro, più utile.


