AMART 2026, l’antiquariato guarda al futuro: nuovi espositori internazionali e giovani generazioni

L’ottava edizione della rassegna milanese, fino a domenica 8 novembre alla Permanente di Milano, rinnova il dialogo tra passato e presente e punta sul coinvolgimento del pubblico più giovane

Sessanta gallerie, nuove presenze italiane e internazionali e una forte attenzione alle nuove generazioni: l’ottava edizione di AMART, la mostra mercato dell’antiquariato aperta al pubblico fino a domenica 8 novembre al Museo della Permanente di Milano, racconta un antiquariato capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Accanto alle storiche dinastie di galleristi e antiquari, infatti, arrivano nuovi espositori da Milano, Firenze, Londra e Parigi, in una rassegna che amplia i propri orizzonti internazionali e punta a coinvolgere un pubblico composto anche di giovani, mettendo in dialogo tradizione, contemporaneità e nuove sensibilità del collezionismo.

La manifestazione, nata nel 2018, è promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi e da PROMO.TER Confcommercio Milano. Rappresenta ormai un appuntamento fisso per collezionisti, esperti e appassionati, che ogni anno si incontrano per riscoprire il piacere contemporaneo dell’antiquariato. Dipinti, sculture, mobili, argenti, preziosi e tappeti compongono un percorso che attraversa i secoli tra Rinascimento, Barocco e Neoclassicismo, intrecciandosi con la modernità e la contemporaneità, con il design e le arti decorative, con l’arte giapponese e africana.

Il restauro del Ritratto di Giuseppe Baslini: il passato incontra il presente

Il dialogo tra tradizione e contemporaneità che caratterizza AMART 2026 trova una delle sue espressioni più significative nel restauro del ritratto dell’antiquario e mercante d’arte Giuseppe Baslini, un’opera che racconta le radici profonde dell’antiquariato milanese e che ritrova ora la luce dopo un intervento di restauro realizzato grazie ad AMART e allo studio Luigi Parma. Figura chiave nella Milano antiquaria della Belle Époque, Baslini ebbe tra i suoi clienti il collezionista e mecenate Gian Giacomo Poldi Pezzoli e giocò un ruolo di primo piano nella formazione del corpus originario del museo. Per Poldi Pezzoli, in qualità di consigliere e mediatore per gli acquisti, lavorava anche l’autore del ritratto, Giuseppe Bertini, che sulla sua tela non ha soltanto immortalato la personalità di Baslini, ma un preciso momento della città, del suo ambiente sociale e culturale, di uno spirito che riecheggia tutt’ora grazie a iniziative come AMART. 

Il dipinto, un olio su tela databile tra il 1875 e il 1880, accoglie dal 2024 i visitatori del Museo Poldi Pezzoli, in cima alle scale d’accesso. Per sottolineare lo stretto legame tra AMART e figure come Baslini e Poldi Pezzoli, nei giorni della manifestazione una riproduzione del ritratto è esposta al primo piano del Palazzo della Permanente. La didascalia dell’opera sarà inoltre ristampata con l’aggiunta della dicitura «Restauro offerto da / Restoration offered by AMART 2026», a testimonianza dell’impegno della rassegna nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico milanese.

Le novità della VIII edizione: le new entries italiane e internazionali

Diverse le novità di questa edizione: tra quelle con sede in Italia, si segnala la Galleria Carlo Orsi di Milano, fondata nel 1952 dal padre Alessandro Orsi, da oltre settant’anni un punto di riferimento nel panorama dell’antiquariato italiano e internazionale, con una ricerca specializzata su dipinti antichi, sculture e oggetti d’arte dal Trecento al Settecento.

Sempre tra le novità in Italia, la Galleria Botticelli Antichità di Firenze, fondata nel 1959 da Franco Botticelli e oggi guidata dai figli Bruno ed Eleonora, è specializzata in scultura, arredi di alta epoca, dipinti antichi, tessuti e oggetti da Wunderkammer tra Medioevo, Rinascimento e contemporaneità.

Grazie all’impegno del Consiglio Direttivo dell’Associazione, con il contributo di Lorenza Salamon, Mirco Cattai e Tomaso Piva, la rassegna ha inoltre ampliato il proprio respiro internazionale, coinvolgendo espositori come la gallerie Burzio di Londra e la Galerie Traits Noirs di Parigi. 

La prima, con sede nella prestigiosa Dover Street, evoca una tradizione antiquaria familiare che si tramanda da tre generazioni ed è oggi guidata da Luca e Laura Burzio. È specializzata nelle arti decorative europee, con particolare attenzione al mobile antico, alla scultura, ai tessuti, alle ceramiche, ai vetri e ai bronzi.

La Galerie Traits Noirs, invece, è stata fondata nel 2002 da Siham Derradji nel cuore di Saint-Germain-des-Prés e da oltre vent’anni si dedica all’arte moderna e contemporanea, con uno sguardo privilegiato sui protagonisti e sui movimenti artistici del Novecento.

L’antiquariato incontra le nuove generazioni

La capacità di coniugare tradizione e rinnovamento si riflette anche nell’attenzione che AMART riserva ai nuovi pubblici. Michele Subert, presidente dell’Associazione Antiquari Milanesi, ha spiegato che per portare l’antiquariato nella città del design, della moda e del futuro servono pezzi di alta qualità e in eccellente stato di conservazione. E sul mercato di oggi, che definisce più colto e consapevole, ha aggiunto:«ignora il mediocre e l’ordinario, orientandosi piuttosto su raro e inusuale, purché di qualità indiscutibile e filologicamente ineccepibile».

La vicepresidente dell’Associazione Antiquari Milanesi Lorenza Salamon ha sottolineato come il settore abbia vinto la sfida di parlare alle nuove generazioni: «Oggi l’antiquariato riesce ad avvicinare anche un pubblico giovane, attratto dall’intelligenza dei progetti, dalla qualità della manifattura e da una proposta che affianca opere importanti a oggetti accessibili». Uno slancio che non trascura i collezionisti più esperti, che «vi ritrovano invece ciò che rappresenta il vero patrimonio della fiera: la competenza, fatta di studio, ricerca e attribuzioni. È proprio nell’incontro tra sguardi diversi che la conoscenza acquista valore, rendendo la fiera milanese sempre più viva e attuale».

Incontri e collaborazioni con le istituzioni

AMART non è solo un punto di riferimento per il mercato italiano e internazionale, ma vuole essere anche luogo di confronto, con incontri, approfondimenti e iniziative condivise con storiche istituzioni milanesi e nazionali. Il programma sarà annunciato nelle prossime settimane, un calendario pensato per far dialogare professionisti, studiosi e pubblico.

Tra storiche dinastie antiquarie e nuovi espositori internazionali, AMART 2026 conferma anche quest’anno la propria capacità di coniugare tradizione e contemporaneità, aprendosi alle nuove generazioni di collezionisti. Il restauro del ritratto di Baslini, inoltre, sintetizza questo forte legame tra la lunga storia dell’antiquariato milanese e il suo presente, tutto da scrivere.

AMART 2026, VIII Edizione – Antiquariato. Un piacere contemporaneo
Dal 5 all’8 novembre 2026
Museo della Permanente
Via Filippo Turati 34, Milano

Orari di apertura
Da giovedì 5 a sabato 7 novembre: dalle 11.00 alle 20.30
Domenica 8 novembre: dalle 11.00 alle 19.30

Biglietti
Intero: 11,50 euro
Ridotto: 6,50 euro (inclusa prevendita)
Gratuito: Amici del Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, FAI e tesserati FIMA