Green jobs, la nuova energia del lavoro: entro il 2029 serviranno 3,7 milioni di occupati in Italia

Dalla transizione energetica nasce una nuova domanda di competenze: 2,3 milioni di lavoratori dovranno possedere skill green, mentre digitale e sostenibilità diventano il motore delle professioni del futuro

La transizione energetica non riguarda soltanto tecnologie, impianti e infrastrutture. Al centro del cambiamento ci sono soprattutto le competenze e il capitale umano. È questo il messaggio emerso durante l’incontro “Nuove energie per il lavoro di domani: fabbisogni, formazione e imprese”, organizzato nell’ambito del progetto Green Jobs & Skills durante KEY – The Energy Transition Expo di Rimini, dove sono stati presentati i dati previsionali del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere relativi al periodo 2025-2029.

Le stime delineano un quadro molto chiaro: nei prossimi cinque anni il sistema produttivo italiano avrà bisogno di oltre 3,7 milioni di lavoratori, considerando sia nuova occupazione sia la sostituzione di chi uscirà dal mercato del lavoro. Di questi, circa 2,3 milioni dovranno possedere competenze legate alla sostenibilità e alla gestione di tecnologie green, mentre una parte consistente dovrà integrare anche competenze digitali avanzate.

Il lavoro che nasce dalla transizione ecologica non è dunque semplicemente “più lavoro”, ma un lavoro profondamente diverso, caratterizzato dall’integrazione tra sostenibilità, innovazione tecnologica e competenze interdisciplinari.

Il capitale umano come infrastruttura della transizione energetica

Secondo gli esperti riuniti a Rimini, il vero motore della trasformazione energetica non sarà soltanto l’evoluzione tecnologica, ma la capacità del sistema produttivo e formativo di sviluppare competenze adeguate.

“Quando parliamo di nuove energie per il lavoro di domani non parliamo solo di kilowatt, ma di capitale umano” ha dichiarato Riccardo Cuomo, Responsabile Area politiche del lavoro di Unioncamere.

“La vera infrastruttura della transizione energetica non sono solo le tecnologie, ma le competenze. I dati ci dicono che le imprese di settori chiave come la meccatronica e le costruzioni devono assumere decine di migliaia di persone: la nostra sfida è mettere in atto strategie di upskilling e reskilling, dentro e fuori le aziende, per colmare questo fabbisogno.”

In altre parole, la crescita dell’occupazione green dipenderà dalla capacità di formare nuovi profili professionali ibridi, capaci di integrare competenze tecniche, digitali e ambientali.

Le competenze green richieste dalle imprese

Il rapporto Excelsior evidenzia come la domanda di competenze legate alla sostenibilità sia destinata a crescere rapidamente nel mercato del lavoro italiano.

Nello scenario più favorevole previsto per il quinquennio 2025-2029, le imprese avranno bisogno di 1,55 milioni di lavoratori con competenze intermedie nella gestione di prodotti e tecnologie green, pari a circa il 43% del fabbisogno complessivo. A questi si aggiungeranno circa 760 mila professionisti con competenze green di livello elevato.

Accanto alla sostenibilità, cresce anche la richiesta di competenze digitali. Il report stima infatti che 2,2 milioni di lavoratori dovranno possedere competenze digitali, mentre oltre 910 mila professionisti saranno chiamati ad avere un “e-skill mix” avanzato, cioè la combinazione di almeno due tra competenze digitali di base, utilizzo di metodi matematici o informatici e gestione di soluzioni innovative.

Questa convergenza tra digitale, energia e sostenibilità rappresenta uno dei tratti distintivi delle professioni del futuro.

Costruzioni e infrastrutture: la filiera più coinvolta

Tra i settori maggiormente interessati dalla crescita dei green jobs c’è quello delle costruzioni e delle infrastrutture, che rappresenta una delle filiere chiave per la transizione energetica.

Secondo le stime di Unioncamere, nel periodo 2025-2029 questo comparto avrà bisogno di tra 226 mila e 271 mila nuovi lavoratori.

Le figure più richieste includono operai specializzati nelle costruzioni, tecnici di cantiere e ingegneri civili, ma con caratteristiche molto diverse rispetto al passato. Alle competenze tradizionali si affiancano infatti:

  • capacità digitali, legate all’utilizzo di strumenti come BIM (Building Information Modeling), modellazione 3D e software avanzati di progettazione;
  • competenze ambientali, legate a efficientamento energetico, fonti rinnovabili negli edifici e normative sulla sostenibilità.

La trasformazione del settore edilizio, spinta anche da politiche europee e dalla necessità di riqualificare il patrimonio immobiliare, rende quindi indispensabile un aggiornamento delle competenze professionali.

Meccatronica e robotica: il cuore industriale della transizione

Un’altra filiera centrale per la crescita dei green jobs è quella della meccatronica e della robotica, che comprende macchinari industriali, automazione e componentistica.

Nel quinquennio considerato il fabbisogno occupazionale è stimato tra 149 mila e 164 mila lavoratori, tra operai specializzati, tecnici meccanici, elettrotecnici ed elettronici, oltre a ingegneri.

La crescita del settore è alimentata da due tendenze parallele:

la digitalizzazione dei sistemi produttivi, con automazione, sensori e tecnologie IoT;
l’integrazione di tecnologie per l’efficienza energetica e le rinnovabili nei macchinari e nelle linee produttive.

Questo richiede figure professionali capaci di gestire sistemi complessi e interdisciplinari, dove meccanica, elettronica, software e sostenibilità convergono in nuovi modelli produttivi.

Mobilità e logistica: la rivoluzione dei trasporti sostenibili

La trasformazione energetica coinvolge anche il settore della mobilità e della logistica, sempre più orientato verso l’elettrificazione dei trasporti, l’ottimizzazione dei flussi e la gestione intelligente delle flotte. Le stime Excelsior indicano per questa filiera tra 139 mila e 151 mila nuovi fabbisogni occupazionali nel quinquennio 2025-2029.

Le imprese cercano profili in grado di gestire sistemi logistici digitalizzati e complessi, come:

  • supply chain manager
  • operations supervisor
  • specialisti ICT applicati alla logistica

In questo ambito l’energia entra non solo nella scelta dei mezzi di trasporto, ma anche nella progettazione delle reti logistiche e nell’analisi dei dati per ottimizzare percorsi e consumi.

ICT e servizi avanzati: il cervello digitale dell’energia

Accanto ai settori direttamente legati all’energia, cresce il ruolo strategico dell’ICT e dei servizi digitali avanzati, che rappresentano la base tecnologica per la gestione intelligente dei sistemi energetici.

Il report evidenzia una forte domanda di professionisti come:

  • data scientist
  • analisti di applicazioni e database
  • esperti di cybersecurity
  • tecnici IoT e specialisti di reti digitali.

Sono queste le figure che rendono possibili tecnologie come smart grid, building automation, monitoraggio dei consumi energetici e manutenzione predittiva degli impianti.

La sfida della formazione: upskilling e reskilling

Se la transizione energetica crea nuove opportunità occupazionali, la sfida principale riguarda la formazione.

“La transizione energetica sta creando lavoro, ma non un lavoro qualsiasi” ha sottolineato Marco Gisotti, coordinatore del progetto Green Jobs & Skills.

“Sta nascendo una domanda di professioni che mescolano energia, digitale e sostenibilità. Il tema dei prossimi anni non sarà ‘se’ ci sarà lavoro, ma se sapremo formare abbastanza persone con le competenze giuste. Percorsi come il SAFTE e la sinergia con le Università e gli ITS sono fondamentali per tradurre i dati in opportunità reali per i giovani.”

Secondo gli esperti, il sistema formativo dovrà quindi rafforzare i percorsi di upskilling e reskilling, creando programmi capaci di integrare competenze tecniche, digitali e ambientali.

KEY – The Energy Transition Expo come laboratorio del lavoro del futuro

L’incontro si è svolto nell’ambito di KEY – The Energy Transition Expo, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group dedicata alle tecnologie e alle soluzioni per la transizione energetica.

“Siamo orgogliosi di ospitare all’interno di KEY un momento di riflessione così strategico” ha dichiarato Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Green & Tech Division di IEG.

“Con l’Innovation District e il progetto Green Jobs & Skills, Italian Exhibition Group vuole essere il catalizzatore di questo cambiamento, offrendo alle aziende e ai giovani uno spazio di incontro concreto dove la domanda di innovazione incontra l’offerta di competenze specialistiche.”

Il progetto Green Jobs & Skills, coordinato dal giornalista e divulgatore Marco Gisotti, si inserisce infatti nel più ampio ecosistema di innovazione delle fiere Ecomondo e KEY, con l’obiettivo di creare un punto di incontro tra imprese, istituzioni, università e giovani talenti.

Il lavoro del futuro sarà sostenibile

I dati presentati a Rimini mostrano con chiarezza che la transizione energetica non rappresenta soltanto una trasformazione tecnologica, ma una vera rivoluzione del mercato del lavoro.

Nei prossimi anni l’Italia avrà bisogno di milioni di lavoratori capaci di integrare competenze ambientali, digitali e ingegneristiche. La sostenibilità diventa quindi non solo una priorità ambientale, ma anche uno dei principali motori di occupazione e innovazione per il sistema produttivo.

La vera sfida sarà riuscire a costruire un sistema formativo e industriale capace di trasformare questa domanda di competenze in opportunità concrete per le nuove generazioni e per chi già lavora. Perché la transizione energetica, prima ancora che tecnologica, sarà soprattutto una transizione delle competenze.