Il valore umano dei dati: conclusa con successo a Torino la DAMA Italy Annual Convention 2025

Professionisti, accademici e istituzioni a confronto sul tema “Data for Good”, per esplorare l’impatto positivo dei dati su salute, sicurezza e sostenibilità

Si è conclusa ieri, con successo, a Torino, presso l’Environment Park, l’edizione 2025 della DAMA Italy Annual Convention (DIAC), promossa da DAMA Italy con il patrocinio del Comune di Torino. Professionisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti per confrontarsi sul tema “Data for Good: i dati al servizio del bene comune”, approfondendo come l’uso responsabile dell’informazione possa generare valore sociale concreto.

Data for Good: tre parole semplici, ma che racchiudono una visione

Con oltre 350 partecipanti, tra presenze fisiche e collegamenti da remoto, l’evento ha confermato la sua centralità nel panorama nazionale del data management, offrendo una giornata ricca di contenuti, confronto e visione strategica. La Convention non è stata solo un momento per celebrare la tecnologia, ma un’occasione per valorizzare l’impatto umano dei dati: dati che, se raccolti con responsabilità e usati con visione, diventano qualcosa di più di semplici numeri. Diventano possibilità: possibilità di generare impatti positivi, migliorare i servizi pubblici, orientare le decisioni e rafforzare la qualità della vita delle persone. Con queste parole Simona Di Felice, membro del Comitato Scientifico e Lead Media & Communications di DAMA Italy – cui anche quest’anno è stata affidata la conduzione dell’evento – ha aperto il DIAC Italy, dando il tono alla giornata.

Il ruolo delle istituzioni e la visione “Data for Good”

In apertura, Nino Letteriello, Presidente di DAMA Italy, ha ricordato che Data for Good non è uno slogan, ma un impegno culturale: «Il dato non deve essere solo patrimonio aziendale, ma valore comune. Il data manager è oggi un professionista al servizio della comunità».

Il concetto di “Data for Good” richiede anche un supporto solido sul piano legislativo e politico. Il Senatore Francesco Giacobbe, in un videomessaggio, ha evidenziato come la figura del data manager sia ormai centrale nella governance pubblica e privata, in un contesto segnato da complessità crescenti e nuove sfide per i servizi essenziali.

Messaggi di saluto e sostegno sono arrivati anche da:

  • Matteo Marnati, Assessore regionale all’Ambiente, all’Intelligenza Artificiale e all’Energia della Regione Piemonte,
  • S. Ecc. Donato Cafagna, Prefetto di Torino;
  • Dott. Paolo Sirna, Questore della Provincia di Torino;
  • Gen. Alberto Nastasia, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Torino;
  • Dott. Fabrizio Starace, Presidente Società Italiana per l’Epidemiologia Psichiatrica – SIEP;
  • On. Alberto Gusmeroli, Presidente Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

Il primo intervento tematico è stato a cura di Mario Nobile, Direttore Generale di AgID, che ha offerto un’analisi approfondita del Data Governance Act e del concetto di Data Altruism, riflettendo su come la condivisione etica dei dati possa generare valore pubblico reale: «Altruismo significa condividere dati per ottenere risultati comuni. Significa migliorare la vita delle persone». 

Nobile ha chiarito che l’altruismo del dato non coincide con la gratuità, ma con la capacità di mettere le informazioni al servizio di obiettivi condivisi: migliorare la mobilità, la salute, l’accesso alla casa e la qualità dei servizi. Ha inoltre invitato a leggere l’altruismo del dato alla luce dei principi sanciti dalla Costituzione italiana, intrecciando trasformazione digitale e valori civici. Infine, Nobile ha evidenziato la complementarità tra AgID e DAMA Italy, riconoscendo all’Associazione un ruolo decisivo nella diffusione delle competenze di governance e nella creazione di un ecosistema nazionale basato su qualità, sicurezza, trasparenza e valore sociale del dato.

Sul ruolo istituzionale dei dati è intervenuto anche Marco Porcedda, Assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Torino: «Siamo passati da una società data-driven a una società data-embedded: la presenza dei dati è costante e permea ogni attività. I Comuni accumulano una mole enorme di informazioni che devono essere trattate in modo etico e trasformate in servizi utili, capaci di semplificare il rapporto con l’amministrazione e migliorare la vita dei cittadini». 

Torino, ha spiegato l’Assessore Porcedda, sta evolvendo verso un modello data embedded, in cui il dato è una componente strutturale e trasversale dell’azione amministrativa: dalla sicurezza urbana alla mobilità, dall’ambiente alla pianificazione dei servizi: «La presenza dei dati è costante e capillare. Gli enti locali accumulano una mole crescente di informazioni che devono essere trattate in modo etico, governate con attenzione e trasformate in servizi utili per i cittadini».

Città complesse come Torino, dotate di ecosistemi tecnologici avanzati, diventano così laboratori ideali per sperimentare nuovi modelli di governance dell’informazione. «Ospitare la DAMA Italy Annual Convention – ha concluso Porcedda – conferma l’impegno della città nel promuovere un uso responsabile dei dati e nel sostenere il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità professionale. La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per trasformare i dati in valore reale per le persone, rendendo l’amministrazione più efficiente e la città più vivibile».

Keynote Speech: il peso del Bit e la terza via europea dell’AI

I keynote speech hanno visto protagonisti:

  • Massimiliano Nicolini, Fondazione Olivetti Tecnologie e Ricerca – Olitec, Direttore del Dipartimento Ricerca e Sviluppo di Olimaint;
  • Emanuela Girardi, Founder e Presidente POP AI, Presidente ADRA (AI, Data and Robotics Association), una delle voci più autorevoli e influenti nel panorama tecnologico italiano ed europeo.

Nicolini ha introdotto una riflessione sul “peso del Bit”, evidenziando l’impatto fisico, energetico ed economico di ogni unità di informazione: «Il futuro della tecnologia non sarà giudicato solo da ciò che può fare, ma dal costo fisico necessario a farlo».

Girardi ha illustrato la “terza via europea” nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, orientata a robotica, sanità, industria e settori strategici nei quali l’Europa punta a distinguersi rispetto a Stati Uniti e Cina, concentrando gli investimenti su ambiti ad alto valore aggiunto.

Due roundtable tematiche 

La prima roundtable ha visto il confronto tra:

  • Michela Milano, Direttrice del Centro Interdipartimentale Alma AI dell’Università di Bologna, tra le massime esperte europee di AI etica e human-centered, che costruisce modelli in grado di “guardare nel futuro”,
  • Letizia Sampoli, Head of ESG Methodology in Cerved, che sviluppa i modelli con cui l’azienda interpreta i rischi ambientali ed ESG, trasformando dati eterogenei in indicatori solidi e comparabili.

Architetto del dialogo Amir Vaziri, membro del Comitato Scientifico DAMA Italy. Insieme hanno approfondito l’uso dei dati per la gestione dell’emergenza, la valutazione dei rischi e la sostenibilità ambientale. Questa roundtable, intitolata “Dati per il Governo del Territorio”, ha spostato il focus dal “cosa” al “come”: non solo tecnologia, ma fiducia e trasformazione, dove i dati emergono come nuova infrastruttura di governo del territorio.

La seconda roundtable, dedicata al tema “Dati e salute”, si è concentrata invece sul ruolo dei dati come leva per l’innovazione sanitaria, affrontando dimensioni tecniche, culturali ed economiche. Un interessante confronto tra:

  • Mario Alparone, Direttore Generale Finpiemonte;
  • Simona Scaini, PhD, Direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sigmund Freud University – Milano, Full Professor in Psicologia dello Sviluppo e Direttrice Scientifica di inTHERAPY Cliniche;
  • Alessandro Di Pietro, Aindo.

Alparone ha evidenziato l’importanza di rendere i dati più accessibili e utilizzabili per ottimizzare la sanità, migliorando la pianificazione e la gestione delle risorse limitate e spostando il focus dal volume delle prestazioni alla qualità. Scaini ha approfondito l’uso dei dati nel campo psicoterapeutico, mentre Di Pietro ha mostrato come i dati sintetici rappresentino una soluzione economica e rapida per sviluppare nuove terapie e farmaci. La moderazione è stata curata da Fabio Schiera (Comitato Scientifico DAMA Italy), che ha dimostrato come il data management possa essere un alleato fondamentale per l’efficienza dei servizi sanitari e per lo sviluppo di politiche pubbliche basate sull’evidenza.

DAMA Italy Survey

Nel pomeriggio Franco Francia, Vicepresidente e Chair del Comitato Scientifico, ha presentato i risultati del DAMA Italy Survey, l’indagine annuale che dal 2020 rappresenta uno dei principali contributi conoscitivi dell’Associazione al panorama italiano del data management.

Ogni edizione è dedicata a un settore diverso, per tracciare una mappa sempre più precisa della maturità, delle criticità e delle opportunità legate alla gestione dei dati nel Paese.

L’edizione 2025 è stata dedicata al settore Energy & Utilities, comparto cruciale nella transizione energetica e digitale. L’indagine ha analizzato modelli di governance, livelli di data quality, processi di integrazione dei dati, competenze richieste e strategie adottate per coniugare efficienza, innovazione e sostenibilità. Il Survey offre una fotografia dettagliata delle principali sfide del settore – dalla gestione di grandi volumi di dati eterogenei all’interoperabilità tra sistemi complessi – e mette in luce come una governance solida rappresenti un fattore abilitante non solo per l’innovazione tecnologica, ma anche per la competitività del mercato e la sicurezza delle infrastrutture critiche.

Una parte centrale della giornata è stata dedicata alla valorizzazione delle attività che animano la community durante tutto l’anno, testimonianza concreta del ruolo di DAMA Italy come ecosistema vivo, dinamico e in continua evoluzione. Sono stati ricordati i progetti che rappresentano il cuore pulsante dell’Associazione: DAMA Class e Brain Dates, redazione e pubblicazione di paper scientifici sul Data Management, DAMA Cheers ed eventi, Book Club, MaDAMA – Women & Data Talk.

Queste attività – formative, divulgative, culturali – testimoniano come la community DAMA Italy non sia soltanto un insieme di professionisti, ma un luogo in cui si costruisce competenza, si crea conoscenza condivisa, si promuove inclusione, e si consolidano relazioni capaci di generare valore per tutto il settore.

Ed è proprio attraverso l’impegno continuativo di volontari come Andrea Gioia, Giovanni Fendillo, Luca Guerra, Alessandro Pepe, Sofia D’Alessandro, Cristina Introppi e molti altri che la missione di DAMA Italy prende forma concreta: diffondere una cultura del dato solida, etica e orientata al bene comune.

Il White Paper congiunto DAMA Italy – PMI NIC sull’Intelligenza Artificiale

Egle Romagnolli (DAMA Italy) e Davide La Valle (PMI Northern Italy Chapter) hanno presentato il White Paper “Fattori di successo di un’iniziativa AI: Data Governance e Project Management”, sviluppato tra marzo e ottobre 2025, dedicato a guidare le aziende nell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale sostenibili, governate e centrate sul valore del dato. Il White Paper affronta un tema centrale: come far funzionare davvero un progetto di intelligenza artificiale, non dal punto di vista della tecnologia in sé, ma da quello – molto più strategico – che unisce Data Governance e Project Management.

«Il successo di un’iniziativa AI non dipende solo dalla tecnologia, ma da una gestione attenta dei dati, dei rischi, dei processi e delle competenze», si legge nell’abstract. È la sintesi perfetta di ciò che DAMA e PMI-NIC rappresentano insieme: metodo e rigore, visione e pratica, strategia ed execution.

DAMA Italy Awards: Premio Soci e Premio Tesi 2025

Durante l’evento sono stati assegnati i DAMA Italy Awards, uno dei momenti più sentiti della giornata, dedicati a riconoscere il contributo di Soci che si sono distinti durante l’anno per particolari meriti e il ruolo delle nuove generazioni nella crescita della community. 

Tra i soci sono stati premiati:

  • Michele Valentini, per l’ideazione e la guida del DAMA Italy Book Club;
  • Sofia d’Alessandro, Women Ambassador dell’Associazione e curatrice dei MaDAMA – Women & Data Talk.

Nel presentare i riconoscimenti, Nino Letteriello ha ricordato che la community vive del contributo volontario dei suoi membri: persone che, nel tempo libero, mettono a disposizione competenze, energia e visione per far crescere la cultura del Data Management in Italia, guidando iniziative, creando contenuti, portando avanti progetti internazionali e dando sostanza ai gruppi di lavoro.

A seguire, è stato conferito il Premio Tesi 2025 a tre studenti provenienti da diversi atenei, autori di lavori dedicati a sustainability reporting, sanità digitale e data governance nel settore pubblico. Le tesi premiate affrontano temi come qualità del dato, governance, interoperabilità, etica, data strategy e AI responsabile, confermando il ruolo della ricerca universitaria come radice da cui nascono i professionisti e i leader del domani.

A guidare il dialogo con il mondo accademico e a condurre la premiazione delle migliori tesi è stato Mario Vellella, membro del Comitato Scientifico e referente DAMA Italy per i rapporti con le università, che ha sottolineato come il Premio Tesi rappresenti un ponte concreto tra accademia e professione, capace di portare nel settore “aria fresca”, nuove idee e approcci innovativi alla community italiana del Data Management. Nel messaggio conclusivo legato ai DAMA Italy Awards, Simona Di Felice ha ribadito un concetto centrale: la community non si eredita, si costruisce — insieme, ogni giorno. I premi ai Soci e alle tesi sono il riconoscimento di chi costruisce il presente di DAMA Italy e di chi, con il proprio lavoro di ricerca, ne sta già disegnando il futuro.

Una community che cresce

DIAC 2025 ha riaffermato che il dato non è solo un asset tecnologico, ma una risorsa sociale, capace di guidare decisioni, politiche e innovazione a beneficio della collettività, confermando DAMA Italy come punto di riferimento culturale e professionale per un Paese che vuole crescere nel segno del dato etico, utile e umano.

Non è stato soltanto un convegno, ma un’esperienza condivisa: un luogo – fisico e digitale – in cui le idee hanno trovato spazio, le competenze hanno trovato voce e il senso del lavoro sui dati è tornato a pulsare forte.

La giornata ha messo in luce tre direttrici decisive:

  1. il dato come “infrastruttura di governo del territorio”, che consente alle istituzioni di passare da un approccio reattivo ad uno preventivo e di protezione;
  2. il dato come “infrastruttura di cura”, quando da semplice numero diventa un atto di responsabilità verso pazienti, professionisti e sistema Paese.
  3. la forza della community.

Gli Awards hanno, infine, celebrato chi costruisce il presente di DAMA Italy e chi ne rappresenta il futuro, creando un ponte tra generazioni, competenze e mondi diversi. Un fil-rouge ha attraversato l’intera giornata: i dati non sono mai neutrali, sono il riflesso delle scelte che facciamo. Ma perché i numeri diventino il ponte tra chi decide e chi agisce, tra chi cura e chi ha bisogno, tra chi rischia e chi protegge, servono competenza, etica e leadership. Ed ecco la missione dei professionisti del Data Management: portare logiche nuove di gestione dei dati, infrastrutture solide, governance affidabile, là dove servono velocità, lucidità e coraggio.

La domanda che il DIAC 2025 lascia in eredità è: “Che tipo di società vogliamo costruire facendo leva sui dati?

Guardando al futuro, DAMA Italy ha già annunciato il prossimo appuntamento: DIAC 2026 si terrà il 26 novembre 2026 a Milano, presso l’Auditorium Testori.