Automotive, lavoro e AI: il rischio della “discriminazione artificiale” tra stereotipi e pregiudizi

Al Pink Mobility Day 2026 il confronto tra imprese, esperti e manager sui rischi dei bias negli algoritmi e sulla necessità di un’AI più equa e inclusiva nei luoghi di lavoro

L’intelligenza artificiale è già parte della nostra quotidianità. Quasi il 70% degli italiani over 55 la utilizza per informarsi e approfondire, mentre il 50% dei laureati la usa per migliorare performance lavorative e di studio. Cresce in modo significativo anche l’impiego da parte delle aziende. Numeri che raccontano una trasformazione in atto, ma cosa accade quando algoritmi, dati e modelli decisionali incorporano, e amplificano, stereotipi e bias? Emerge la necessità per le imprese di integrare obiettivi di equità e inclusione nei processi decisionali, facendo della tecnologia un’occasione per mettere al centro le persone.

Sono questi i principali dati e spunti emersi nel corso della quinta edizione del Pink Mobility Day, l’evento promosso a Milano da LabSumo, con la partecipazione dell’Associazione di fleet e mobility manager Best Mobility e di Bt Lounge, il Laboratorio di travel manager delle più importanti aziende nazionali e multinazionali attive in Italia, e il patrocinio di ANIASA, GBTA Italia, UNRAE e Valore D

L’edizione 2026 è stata dedicata al tema della “discriminazione artificiale”: il rischio che l’adozione crescente dell’AI nei luoghi di lavoro possa replicare o accentuare disuguaglianze già esistenti. Tre talk hanno approfondito l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla rappresentazione del lavoro, sui processi di selezione e sulle attività quotidiane in azienda, analizzando come nascono i bias e quali strumenti possono prevenirli prima che diventino prassi consolidata.

I lavori sono stati introdotti dall’intervento di Raffaella Tavazza, vice Presidente ANIASA che ha evidenziato come: “L’adozione sempre più diffusa dell’AI sta indubbiamente ridefinendo i processi decisionali nelle aziende, ma porta con sé un rischio concreto: quello di incorporare e amplificare bias già presenti nei dati e nelle organizzazioni. Per questo è fondamentale sviluppare modelli trasparenti, basati su informazioni consapevoli, guidati da leadership che sappiano orientare la tecnologia verso equità e inclusione. In un settore come l’automotive, storicamente sbilanciato nella rappresentanza, questo tema è ancora più urgente. Negli ultimi anni abbiamo però visto segnali positivi: la presenza femminile nei ruoli apicali sta crescendo e la mia nomina come Vice Presidente ANIASA, prima donna nel Consiglio Generale, va proprio in questa direzione. È la prova che il cambiamento è possibile, a patto che continuiamo a governare l’innovazione con responsabilità e visione.

Nataliia Roskladka, Ricercatrice Senior dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha poi illustrato i principali risultati di un’analisi sulle adozioni dell’AI nelle grandi, medie e piccole imprese italiane, da cui è emerso un quadro dinamico, con una crescente maturità tecnologica: “L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo di lavorare nelle imprese italiane. I dati mostrano un forte interesse verso l’AI generativa come leva di innovazione e produttività, ma è importante guardare oltre le promesse di ‘tempo risparmiato’. Secondo diversi studi, l’AI non necessariamente riduce il carico di lavoro: al contrario, tende a intensificarlo, spingendo i lavoratori a fare di più, in più ambiti e spesso per più tempo, senza ridurre davvero lo sforzo complessivo. Questo ci invita a riflettere non solo sulle tecnologie in sé, ma su come vengono integrate nei processi e nelle culture aziendali: l’obiettivo non dovrebbe essere solo aumentare la produttività, ma anche capire come gestire responsabilmente il lavoro che ne deriva, per evitare carichi insostenibili e promuovere un uso dell’AI che sia efficace e sostenibile”.

Secondo i dati presentati dall’Osservatorio AI del Politecnico di Milano, il 71% delle grandi imprese in Italia ha avviato almeno una sperimentazione in AI. Per quanto riguarda invece l’adozione degli strumenti di genAI, il 53% delle grandi e grandissime aziende ha acquistato licenze di questi strumenti per la produttività personale, dato che posiziona il Bel Paese su percentuali di adozione superiori a Francia (42%), Germania (43%) e Regno Unito (45%).

Sull’impatto delle tecnologie e dell’AI sulla qualità della vita e sulla condizione lavorativa si è soffermato Ivano Montrone, Community Manager di Valore D: “I dati dell’Osservatorio D di Valore D sul benessere tecnologico ci dicono che l’84% degli italiani considera lo sviluppo tecnologico un fattore che semplifica la vita e migliora l’accesso a informazioni e servizi, con una percezione condivisa da tutte le generazioni. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è ormai trasversale: quasi il 70% degli over 55 la usa per informarsi e approfondire, mentre il 50% dei laureati la impiega per potenziare performance lavorative e di studio. Accanto alle opportunità, emergono però limiti legati a bias, stereotipi, etica e trasparenza. Per questo crediamo che l’AI non sia uno strumento neutro o “pronto all’uso”, ma una leva di trasformazione culturale e di governance: per diventare davvero AI-driven, le imprese devono integrare obiettivi di equità e inclusione nei processi decisionali, facendo della tecnologia un’occasione per mettere al centro le persone”.

Dal confronto tra manager, imprenditrici ed esperte è emerso un messaggio chiaro: l’AI sta entrando in profondità nei processi aziendali – dalla comunicazione alla selezione del personale, fino alle scelte organizzative – e non è neutra; impara dai dati e, se i dati riflettono squilibri, può riprodurli o amplificarli, con conseguenze concrete su valutazioni, opportunità e percorsi di carriera.
La sfida, oggi, non è solo adottare nuove tecnologie, ma governarle con responsabilità. Perché l’innovazione sia davvero progresso, deve essere inclusiva.

L’evento si è svolto con il supporto di Atflow, Athlon, Car Clinic, Fratelli Giacomel, Gattinoni Business Travel, LKQ Rhiag, Stellantis Fleet & Business Solutions, Wayla e WPlanet.